La dolce guerra

“La dolce guerra”
è uno spettacolo,
ma è soprattuto un film,
che verrà girato
durante lo spettacolo.

teatro.persinsala.it
“Un’idea deliziosa: reinventare un film muto da proiettare in scena. Un testo piccolo, ma denso e ben recitato…”
“…spettacolo in fondo tragico, ma recitato con magistrale leggerezza. Da inseguire nei piccoli teatri d’Italia.”
Valeria Palumbo

milanoteatri.it
“…tenuto sospeso fra la leggerezza della quotidianità e una riflessione più ampia, frutto di una drammaturgia affatto saccente, schiettamente umana.”
Arianna Lomolino

18 aprile 1914. A Torino, Milano, New York e Parigi viene proiettato per la prima volta “Cabiria”, di Giovanni Pastrone, film kolossal che segnerà il destino del cinema italiano. L’industria cinematografica italiana è una delle più fiorenti al mondo. In quell’anno verranno prodotti oltre 200 film di propaganda bellica.
Settembre 1914. La scuola si trasforma in una macchina per il sostegno patriottico. L'obiettivo era far capire anche ai bambini cosa fossero la Patria, la guerra per Trento e Trieste, l'eroismo militare.
Il Corriere dei Piccoli andava letto a scuola e in famiglia: la sua linea editoriale era “poveri ma bellici”.

“Non conta quel che è avvenuto davvero, conta quel che noi ne pensiamo. Possiamo fingerci la realtà che ci pare.
E immaginarci, così, socialmente utili”.

Olmo è un pioniere del cinema, Ada è una maestra elementare. Si conoscono, si innamorano, si sposano.Vivono in una brillante Torino, in piena Belle Epoque. Ogni giorno lui si affanna per girare una scena del proprio film, usando lei come attrice improvvisata.
Ada, seguendo alla lettera le direttive ministeriali, insegna ai bambini le parole di D’Annunzio, sullo sfondo   avanzano le prime lotte per l’emancipazione femminile.
Il periodo storico in cui vivono è carico di entusiasmo, la fiducia nel futuro è alta, e la loro vitalità sarà sicuramente premiata.

Quali immagini devono rimanere
impresse nella pellicola?
Quali parole devono essere dettate durante una lezione?
È facile raccontare la realtà.
Difficile è capire quale realtà raccontare.

Ora bisogna finire di girare quel film e capire fino in fondo quelle lezioni. Per farlo i due protagonisti dovranno separarsi e partire. Lentamente tutte le loro certezze si sgretoleranno.
Lo spettacolo ha un inizio ironico, la comicità sottolinea la leggerezza febbricitante di quel periodo, per rivelarsi poi denso e drammatico.
Olmo si modella su Giovanni Pastrone, che trasformò la produzione cinematografica da variante del circo a grande industria, e su Luca Comerio, unico cineoperatore autorizzato a raggiungere il fronte. Ada è reinventata sulle orme di Fanny del Ry, giovane maestra che, dopo aver conosciuto Maria Montessori, portò a scuola il suo impegno femminista e antimilitarista.

Promo

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Film muti

https://www.youtube.com/watch?v=DWnJHSBUWVA